3.3 La nuova graduatoria per la casa popolare Roma, aggiornata al primo semestre 2019

Per la prima volta ci troviamo a tracciare un quadro storico dell’andamento della graduatoria per l’assegnazione di alloggi pubblici visto che possiamo mettere a confronto i dati dell’anno scorso e di quest’anno. Sarebbe interessante capire invece l’andamento delle assegnazioni per capire tipologia, composizione e caratteristiche delle famiglie che ottengono la casa popolare, ma è un dato che Roma Capitale non pubblica. Per tanto possiamo solo rifarci a delle ipotesi di flussi in entrata e in uscita partendo dal solo dato certo: la graduatoria.

 

Rispetto l’anno scorso si registra un aumento degli aventi diritto di poco meno di mille unità. Per cui si può dire in generale che si accresce l’emergenza abitativa, ma per capirne entità e portata, occorre sviluppare alcune riflessioni. I nuclei presenti in graduatoria rappresentano solo coloro che si sono rivolti al comune per un alloggio partecipando ad un bando e, dopo che una apposita commissione ne ha verificato i requisiti, sono stati ammessi al beneficio. Per capire quante famiglie si rivolgono alle istituzioni per un alloggio è molto più interessante il dato di quante sono le domande pervenute, anche perché molte domande, che sono complesse da compilare, vengono eliminate per vizi formali. Le domande escluse a Roma sono circa 7mila. Sarebbe interessante sapere l’andamento delle domande perché potrebbe essere un indicatore del disagio abitativo in città, ma il dato non è pubblico. Ad esempio sappiamo dalle elaborazioni di Federcasa che a livello nazionale nel 2013 c’è stato un incremento del 25%.

http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/art/social-housing/2013-09-20/allarme-federcasa-questanno-richieste-123232.php?uuid=Ab4G0uYI

Le domande a Roma potrebbero per assurdo esser arrivate tutte nel 2013- 2015 ed essere state scrutinate solo ora. Quindi dire che che l’emergenza è in aumento siccome in graduatoria ci sono circa mille persone e oltremodo fuorviante. Se non facciamo un rapporto fra le domande arrivate e quelle scrutinate è difficile capire il reale andamento nel tempo. Poi bisognerebbe metterle in relazione con le assegnazioni, calcolare i flussi in entrata ed uscita, per aver un quadro completo.

Ad esempio se prendiamo un altro indicatore utile per capire l’emergenza abitativa, ossia le procedure di sfratto (dati elaborati dal Ministero dell’Interno) vediamo come vengano messi in evidenza le richieste di esecuzione, con i provvedimenti emessi e gli sfratti eseguiti. Fra tutti i parametri quello maggiormente interessante riguarda le richieste, che come si vede nel grafico ha un picco molto elevato nel 2008 e un altro, molto più modesto, nel 2014. Parallelamente sarebbe interessante capire quando vi è stato il picco di domande e qual è l’andamento storico delle richieste di casa popolare, dato che ovviamente il comune non pubblica.

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L’ analisi svolta solo sulla graduatoria è quindi un dato parziale che comunque può essere interessante. L’anno scorso, il primo anno che il comune ha pubblicato i dati suddivisi per composizione dei nuclei, si era visto come le famiglie composte da una e da due persone fossero predominati. Il che associato al fatto che la maggior parte del patrimonio pubblico è composto di alloggi grandi per nuclei numerosi crea uno scorrimento asimmetrico delle assegnazioni[1]. Un dato che conferma un trend storico visto che i nuclei da una persona del precedente Bando del 2000 sono stati gli ultimi ad avere un alloggio.

Se mettiamo a raffronto le prime 1.500 posizioni, coloro che dovrebbero prendere casa nei prossimi tre anni, i nuclei monocomponente aumentano e raggiungono la cifra di 966. I nuclei da 2 e 3 persone diminuiscono e le altre classi rimangono stabili. L’aumento è collegato alla minore disponibilità di alloggi piccoli il che ne prolunga la permanenza in graduatoria. Secondo il Segretario romano di Unione Inquilini, Fabrizio Ragucci, nell’ultimo semestre del 2019 sono state assegnate 31 alloggi a nuclei da una persona, ai nuclei 2-3 persone altri 31 alloggi, 66 invece alle famiglie di 4 componenti e 22 a quelle con cinque o più componenti (che rappresentano le 4 classi di assegnazioni). In base a questi dati il trend per esaurire i primi 1.500 nuclei in graduatoria è così composto:

 

  • Nuclei da una persona (966 per 62 assegnazioni all’anno = 14 anni
  • Nuclei da due-tre persone (185 per 62 assegnazioni all’anno = 3 anni
  • Nuclei da 4 persone (7 per 132 assegnazioni all’anno) = prendono casa in tempi brevi e scorrono le posizioni otre la 1.500
  • Nuclei maggiori di 5 (159 per 22 assegnazioni all’anno) = 7 anni

 

Quindi nella stessa graduatoria alle prime posizioni vi sono famiglie che prendono casa praticamente subito e altre che dovranno aspettare 14 anni per veder soddisfatto il loro diritto.

 

Le prime 1500 posizioni 2018 e 2019

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La distribuzione nelle prime 1500 posizioni per dimensione del nucleo

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[1] Per inciso ribadiamo che la graduatoria è suddivisa in 4 fasce che abbina numero di persone con la grandezza dell’alloggio, ergo è come se fossero 4 graduatorie distinte che dovrebbero scorrere parallele in un sistema equilibrato.

 

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