Leggere la graduatoria per ripensare il patrimonio abitativo pubblico

Analisi della graduatoria erp aggiornata al 07/2021

Perchè dedicare tempo ad analizzare la graduatoria delle case popolari? In fin dei conti si tratta di un semplice documento amministrativo: ogni sei mesi, in teoria, il Comune  aggiorna l’elenco degli aventi diritto. Tuttavia dalla graduatoria si possono trarre alcune importanti informazioni.

Innanzi tutto la graduatoria del comune rappresenta la “domanda” di case popolari e consideranto i tempi in cui tale domanda viene evasa, al massimo si è trattato di 500 alloggi all’anno, possiamo affermare che rappresenta la domanda di alloggi pubblici per il prossimo ventennio. Su questa necessità bisognerebbe adattare il patrimonio pubblico e l’attività pianificatoria del Comune almeno per altretanto tempo.

Inoltre dal bando della graduatoria si potrebbero ricavare molte informazioni circa i nuclei richiedenti. Purtroppo l’unico dato pubblicato dal Comune è quello relativo alla composizione delle famiglie e alla posizione in graduatoria che però è utile per fare le prime valutazioni quantitative considerando che la legge regionale sulle assegnazioni abbina la dimensione dell’alloggio con il numero di componenti del nucleo richiedente.

 

L’aggiornamento a luglio 2021 della graduatoria conta 13.896  nuclei in lista per un totale di 37.636 persone (una media 2,7 componenti a nucleo).  Un dato impressionante a cui vanno aggiunte più di 7mila domande escluse per vizi formali che farebero lievitare il numero oltre le 20mila unità.

L’analisi è stata svolta suddividendo i nuclei per componenti sia all’interno della graduatoria che  nelle prime mille posizioni, i teoria i nuclei più prossimi all’assegnazione. Come si evince dai grafici esiste una forte discrepanza fra la composizione delle prime mille posizioni e la graduatoria determinata dalla predominante presenza dei nuclei  da una persona che sono il 74% nel primo caso e 29% nel secondo.

 

 

Questa forte discrepanza è determinata dalla scarsità di alloggi piccoli nel patrimonio pubblico, prevaletemente realizzato negli anni passati per nuclei numerosi. Pertanto i nuclei composti da una sola persona, una volta accumulato un alto punteggio permangono in graduatoria senza potere accedere alla casa. Infatti gli alloggi piccoli – minori di 45mq come stabilito dalle norme regionali – sono assai scarsi nel patrimonio pubblico, solo l’11%.

Un problema complesso per la cui risoluzione servirebbero un insieme di norme e azioni – ampliare le classi di assegnazione, frazionare gli alloggi grandi, sperimentare nuove forme di cohousing, ecc.– dal carattere strutturale e pluriannale.