3.1 La crisi del patrimonio residenziale pubblico: una graduatoria di “single”

In “Verso una Politica per la Casa”, uscito ormai già tre anni fa, pronosticavo come il nostro patrimonio pubblico abitativo non fosse più adatto per ospitare la nuova domanda di alloggi popolari. Il punto di crisi è determinato da una predominanza di alloggi grandi a fronte di una richiesta di nuclei piccoli.  Tutto questo mentre già esiste un forte fenomeno si sottoutilizzo degli alloggi pubblici, un fenomeno non tollerabile in un momento di crisi abitativa.
Il Dipartimento delle Politiche abitative di Roma Capitale ha recentemente pubblicato la nuova graduatoria del  Bando 2012 (qui il link) per le case popolari che non fa altro che confermare questa tendenza. Risultano idonei circa 12 mila e 500 nuclei che a un tasso di 500 assegnazioni all’anno occuperanno la Pubblica amministrazione per i prossimi 25 anni. Rappresentano in buona sostanza oggi la domanda e nel prossimo futuro l’inquilinato degli alloggi popolari a Roma. Aver uno studio sulla composizione, sull’età, sulle condizioni socio-economiche di queste famiglie sarebbe utilissimo per poter svolgere una programmazione efficace. Il Bando stesso sarebbe una utile fonte di informazioni (disabilità, reddito, provenienza, ecc.) che tuttavia non vengono elaborate e/o diffuse. I dati, infatti, sono criptati e l’unica cosa che trapela dalla nuova graduatoria è la composizione delle famiglie. Un elemento  comunque significativo in quanto gli alloggi popolari vengono assegnati in base alla composizione del nucleo. La Legge Regionale 12/99 e il suo regolamento attuativo (2/2000) individuano 4 classi di assegnazione:
1-2 persone = alloggio da 45mq
2-3 persone = alloggio da 45mq a 60mq
4 persone = alloggio da 60mq a 75mq
5 o più persone = alloggio maggiore di 75mq
Sebbene la graduatoria sia unica la suddivisione in classi fa si che vi siano di fatto 4 diverse graduatorie, ognuna per ogni classe. Queste 4 graduatorie scorrono parallelamente in base alla disponibilità di alloggi, che ricordo sono per la maggior parte di risulta ossia recuperati dal patrimonio esistente a seguito del decesso dell’assegnatario o per altre cause. Pertanto stabilire come sono composte le famiglie è utilissimo per capire la domanda di alloggi di cui si necessita per soddisfare le istanze della cittadinanza da qui ai prossimi 25 anni. Dallo screening della Graduatoria emerge che i “single” rappresentano quota predominante, sono il 29%. Se a questi uniamo anche i nuclei da due persone i nuclei piccoli, cioè da una o due persone, sono il 52% di tutti i richiedenti. Si tratta di 6.444 famiglie su un totale di 12mila.

Le famiglie in graduatoria per numero di componenti

grafico graduatoria 2019

Le percentuali in base al numero di componenti

grafico graduatoria

 

Se analizziamo le prime 1500 posizioni, ossia coloro che “teoricamente” devono prendere casa nei prossimi 3 anni (a un tasso di 500 assegnazioni all’anno) il dato è ancora peggiore. I nuclei da uno sono 938, il 63% del totale, e i nuclei da due sono un altro 17%, in totale 80% famiglie con i punteggi più elevati. Una simile predominanza nell’attribuzione dei punteggi è sicuramente determinata dal Bando Comunale del 2012  (qui il link) .

Le prime 1500 posizioni della graduatoria per numero di componenti

le prime 1500

Le percentuali dei primi 1.500 nuclei in base al numero dei componenti

grafico 1500

Il paradosso che si viene a creare è che se da un lato gli attuali criteri di valutazione avvantaggiano i nuclei piccoli dall’altro nella prassi poi succede l’inverso: ossia che data la maggiore diponibilità di alloggi grandi siano proprio i nuclei più numerosi a prendere casa prima. Tutto questo provoca ovviamente lo scorrimento asimmetrico delle 4 classi di graduatoria tanto da creare sperequazioni enormi. Pertanto la graduatoria generale è da ritenersi del tutto indicativa su base temporale.

 La composizione del patrimonio ERP a Roma in base alle classi di assegnazione (da Verso una Politica della Casa)

Dimensione dell’alloggio

N. di alloggi regionali ATER

N. di alloggi del Comune di Roma

Percentuale sul totale

N. di persone per nucleo familiare

45 mq

4.941

3.082

11

1/2

45 mq / 60 mq

10.922

6.441

23

2/3

60 mq / 75 mq

11.914

6.988

25

4

> 75 mq

19.521

11.491

41

>4

Il surplus di alloggi grandi (41% sul totale) a fronte di una domanda di nuclei prevalentemente piccoli non è un fenomeno nuovo. Anche la precedente graduatoria del 2000 aveva già mostrato simili criticità. In un documento del 2016 del Dipartimento delle Politiche Abitative si scrive (qui il link):
la graduatoria di cui sopra è ancora oggi vigente per la presenza  di n. 232 nuclei familiari composti da 1 persona (prima posizione in graduatoria da chiamare n. 1097) e n. 48 nuclei familiari composti da 2/3 persone (prima posizione da chiamare per l’assegnazione n. 1845), non residuando nuclei familiari composti da 4 e/o 5 o più persone nella stessa graduatoria.
Un secondo documento del 2018, di due anni successivo, invece ci rivela come anche la classe relativa ai nuclei a 2-3 persone sia esaurita e permangono in graduatoria solo i nuclei da una persona (qui il link) . Pertanto anche la precedente graduatoria si è esaurita in modo asimmetrico, fenomeno che rischia di ripetersi anche su quella attuale.
Il problema è talmente complesso che rischia di inficiare l’uso stesso del patrimonio negli anni a venire. Se da un lato il nostro patrimonio è stato progettato nel passato per ospitare nuclei numerosi dall’altro la domanda di alloggi è sempre più di alloggi piccoli.  Attualmente già si presenta un forte fenomeno di sottoutilizzo del Patrimonio Pubblico (circa il 50 % del Patrimonio Pubblico è sottoutilizzato, fenomeno che rischia di ampliarsi nel prossimo futuro se non si contrappongono strategie efficaci.
Nel prossimo articolo l’incrocio dei dati della graduatoria suddivise per classi con quelli del patrimonio.
Bibliografia
Enrico Puccini, Verso una politica della casa, Ediesse edizioni, Roma, 2016.

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