1.2. quante sono le case popolari a Roma? diamo i numeri…

Definire con esattezza il numero degli alloggi utilizzati come case popolari, ossia in regime erp, non è questione secondaria: il patrimonio pubblico è da sempre lo strumento privilegiato per contrastare il disagio abitativo. Eppure il dato sembra inconoscibile: spesso stampa, pubblicistica, studi, ricerche e addirittura organi istituzionali diffondono dati incorretti. Anche nella recente relazione della Commissione Parlamentare sulle Periferie [1], un lavoro completo ed innovativo per molti aspetti, vi sono alcune imprecisioni. A pagina 22 riporta: “il patrimonio residenziale pubblico costituito a Roma da 48.325 alloggi di proprietà Ater e da oltre 20.000 di Roma Capitale”; come vedremo l’Ater ne ha in “proprietà” circa 2 mila di meno e il Comune ne “gestisce” circa 8 mila in più.
Questo stato di incertezza che aleggia intorno al patrimonio erp dipende da vari fattori che analizzeremo. Il primo, e anche il più gravoso, è determinato dalla doppia natura di tale patrimonio: uno comunale gestito da Roma Capitale e l’altro regionale gestito da Ater Roma, ognuno ovviamente su una banca dati diversa e non collegate fra loro. Per cui spesso si confonde il patrimonio del Comune o dell’Ater con il numero globale degli alloggi. Il secondo è la presenza di alloggi popolari che seppure destinati alla graduatoria romana si trovano fuori comune. Acquistati nell’hinterland romano per convenienza dalla amministrazione comunale negli anni passati venivano assegnati solo su base volontaria ai vincitori del bando romano. Il terzo riguarda i fitti passivi, ossia alloggi di enti o privati affittati dal pubblico e che vengono assegnati alla graduatoria erp.  Ultimo fattore, che a dire il vero incide poco, è il piano di dismissione di quota parte degli alloggi pubblici che procede con estrema lentezza. Pertanto districarsi in questi meandri appare cosa assai complessa, se non altro perchè il numero degli alloggi che noi, pubblico, destiniamo all’erp è maggiore rispetto al numero degli alloggi di proprietà pubblica, e maggiore anche di quelli che abbiamo in proprietà nel comune.
Analizziamo il patrimonio che gestisce Ater composto anche di beni immobili di altre proprietà. Dal bilancio 2016 (p.79)[2] emerge che il numero degli alloggi totali è 48.307, diviso in varie proprietà (ater, demanio, cooperative, comune, enasarco). Di questi l’Ater ci informa che solo 362 non sono in regime erp[3]. Pertanto il conto è presto fatto, in totale abbiamo 47.945 case popolari suddivise fra varie proprietà.
Gli alloggi erp gestiti da Ater Roma
Proprietà Ater
Altra proprietà
Non in regime erp
TOT. Alloggi  erp
46.018
2.289
362
47.945
Nel caso di Roma Capitale la cosa è più complessa e dobbiamo soffermarci a capire la differenza fra patrimonio disponibile ed indisponibile poiché spesso genera confusione (1.1. il patrimonio residenziale pubblico). Il patrimonio disponibile è quello che si può mettere a reddito. Il patrimonio indisponibile, di cui l’erp fa parte, è quello destinato ad un pubblico servizio come appunto gli alloggi popolari (art. 826 c.c.). Mentre il primo si può utilizzare liberamente sia per vendita che per locazioni il secondo è regolamentato da leggi, come quelle regionali per il regime dei fitti, e da rigidi criteri comunali per le assegnazioni. I due patrimoni, che hanno usi completamente diversi, spesso vengono confusi.
Dal sito del Dipartimento Patrimonio[4] si possono scaricare i database dell’erp, aggiornati al 2016, che  riuniscono alloggi, pertinenze e servitù, a Roma e fuori comune sia in regime di proprietà che in fitto passivo e pertanto non sono di facile lettura. Una volta analizzati i dati abbiamo:
Gli alloggi erp gestiti  da Roma Capitale
A Roma
Fuori comune
Totali
Proprietà di Roma Capitale
22.781
2.265
25.046
Fitto passivo
2.940
397
3.337
Totali
25.721
2.662
28.383
Sommando gli alloggi gestiti da Ater Roma con quelli gestiti da Roma Capitale otteniamo:
Alloggi erp per il disagio abitativo romano
Ater Roma
Roma Capitale
TOT
47.945
28.383
76.328
Quindi in totale gli alloggi che oggi possiamo utilizzare per arginare il disagio abitativo della capitale sono 76.328. Determinare non solo il numero degli alloggi ma anche la struttura patrimoniale e territoriale è fondamentale per future speculazioni.  Capire la reale gestibilità di un alloggio fuori comune o il costo dei fitti passivi è utile se si vuole ottimizzare l’uso del patrimonio. Ad esempio il solo Comune di Roma per i 3.337 alloggi in fitto passivo  spende 25 milioni di euro all’anno (dati del 2015), un costo mese medio 640 € per un alloggio che poi viene locato a canoni erp di 80 € di media. Questi non vanno confusi con i residence dell’emergenza abitativa, su altri capitoli di spesa, e che dovrebbero essere per soggiorni temporanei, ma si tratta di alloggi dati alla graduatoria erp e destinati a farci vivere le famiglie. Come vedremo più avanti problemi gestionali dell’erp sono complessi e di difficile soluzione se non affrontati con una strategia pluriennale.
[1] http://www.labparlamento.it/wp-content/uploads/2018/02/Documento-finale_Inchiesta-periferie.pdf
[2] http://aterroma.it/DOC/Amministrazione-trasparente/bilanci/bilancio-consuntivo/2016/RelazioneGestione2016.pdf
[3] http://aterroma.it/patrimonio/patrimonio.html
[4] https://www.comune.roma.it/pcr/it/dip_ben_imm.page

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